Confesercenti Siena: l’aumento degli acquisti online sottrae ricchezza al territorio
Nel periodo considerato, 63 milioni di euro di spesa delle famiglie sono stati “dirottati” fuori dalla provincia Siena. Il crescente ricorso alle grandi piattaforme di e‑commerce sta trasferendo ricchezza fuori dai circuiti economici locali, con effetti evidenti su commercio, occupazione e qualità della vita nella provincia di Siena.
Secondo le elaborazioni di Confesercenti, la riduzione dei punti vendita fisici unita all’aumento delle quote di mercato dei marketplace internazionali ha comportato, nel periodo analizzato, la delocalizzazione di una quota significativa di spesa delle famiglie: in provincia di Siena l’ammontare di ricchezza sottratta al territorio è stimato in 63 milioni di euro, di cui circa 12 milioni riferibili alla città capoluogo.
I dati sono stati illustrati a Siena dal presidente provinciale di Confesercenti, Leonardo Nannizzi, e dal vicepresidente Marco Rossi, nel corso della presentazione del “conto in piazza”, l’elaborazione dell’associazione sulla dinamica delle imprese e sugli effetti della desertificazione commerciale.
Le stime dell’associazione sottolineano come la natura della spesa determini ricadute molto diverse per l’economia locale: quando cento euro vengono spesi in un negozio fisico, circa settanta euro restano nel circuito territoriale grazie a redditi d’impresa, occupazione, affitti, servizi professionali, manutenzioni e gettito fiscale. Se la stessa spesa viene effettuata su grandi marketplace internazionali, invece, circa settanta euro escono dal territorio, privando le economie locali delle ricadute dirette e indirette generate dal commercio di prossimità.
A livello territoriale la contrazione dell’offerta commerciale è già visibile nei numeri: nel periodo preso in esame il numero di imprese di commercio al dettaglio regolarmente registrate e attive nella provincia è diminuito del 13,3 per cento rispetto all’inizio del periodo, con una flessione del 10,5 per cento nel capoluogo. Si tratta di una riduzione coerente con la media nazionale ma che, secondo Confesercenti, potrebbe essersi ulteriormente accentuata successivamente.
Segnali della maggiore incidenza dell’ecommerce sul territorio si ritrovano anche nei flussi di consegna: le consegne di pacchi effettuate da Poste Italiane nella provincia sono aumentate del 26 per cento nell’ultimo anno disponibile, una crescita nettamente superiore alla media nazionale.
La componente di spesa “dirottata” costituisce la misurazione economica della desertificazione commerciale, ma non esaurisce l’impatto complessivo: alla cifra stimata vanno aggiunte la minore disponibilità di beni e servizi in loco e gli effetti su presidio urbano, sicurezza, coesione sociale e qualità della vita — tutti fattori difficili da quantificare in euro ma comunque fondamentali per le comunità locali.
La trasformazione del commercio al dettaglio si riflette anche sul mercato del lavoro: tra Siena e provincia gli occupati nel settore sono calati del 7,2 per cento nel periodo considerato. Il dato nasconde dinamiche divergenti: gli addetti dipendenti, inclusi i part time, hanno registrato un lieve incremento (+1,1 per cento), mentre gli occupati autonomi sono diminuiti drasticamente (-20,1 per cento). Questa perdita di indipendenti evidenzia la difficoltà delle microimprese e delle attività di vicinato nel reggere la concorrenza dei canali di vendita a distanza.
Per Leonardo Nannizzi, che è anche vicepresidente di Confesercenti Toscana con delega alla rigenerazione urbana, il commercio di prossimità va considerato «un’infrastruttura sociale»: genera occupazione diretta e indotto, mantiene immobili attivi, produce gettito per la fiscalità locale e assicura presidi di sicurezza.
Secondo Nannizzi, l’e‑commerce che si integra con le attività fisiche può rappresentare un’opportunità, ma quando gli acquisti si spostano sulle grandi piattaforme internazionali tutti questi effetti vengono ridimensionati.
In risposta a questa situazione, Confesercenti sta promuovendo una proposta di legge di iniziativa popolare per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. La raccolta di firme è in corso anche in provincia di Siena; Marco Rossi, che ricopre la presidenza nazionale degli esercenti moda Fismo Confesercenti, ha sottolineato che cittadini e istituzioni locali hanno già dato il loro contributo ma che «si può e si deve fare di più», fissando un termine per il completamento della raccolta delle sottoscrizioni.
La proposta legislativa prevede, tra l’altro, l’attivazione di zone economiche speciali di prossimità (ZES di prossimità) per favorire interventi mirati quali incentivi fiscali, semplificazioni amministrative e sostegni finanziari per l’avvio o il rilancio di attività commerciali nelle aree maggiormente sofferenti.
Confesercenti Siena ha inoltre reso noto che offre assistenza per la sottoscrizione della proposta di legge, con sessioni dedicate in sede e possibilità di adesione anche a distanza tramite strumenti di identità digitale.
L’associazione richiama infine l’attenzione sulle ricadute più ampie della desertificazione commerciale, invitando amministrazioni pubbliche, operatori economici e cittadini a misure coordinate per preservare il ruolo del commercio di vicinato come componente vitale dell’economia e della vita urbana.





