Aumento dei prezzi dei libri di testo, librerie indipendenti in difficoltà

Confesercenti segnala calo dei punti vendita e margini erosi. Secondo il Sindacato Italiano Librai (SIL) di Confesercenti, l’aumento dei prezzi dei libri di testo, contenuto in media intorno al due per cento annuo, è avvenuto a scapito dei margini riconosciuti ai punti vendita, con un impatto particolarmente grave sulle librerie indipendenti.

Nicolò Maserati, presidente regionale per l’Emilia-Romagna e vicepresidente nazionale del SIL, denuncia che i margini delle librerie si sono notevolmente ridotti nel tempo: da circa il 25 per cento di due decenni fa sono scesi fino a oscillare oggi fra il 9 e il 13 per cento. Questa compressione dei margini, insieme al calo demografico e alla diminuzione della platea dei lettori, ha determinato una forte contrazione del numero di esercizi.

I dati riferiti da Confesercenti mostrano che in un arco temporale recente il Paese ha perso quasi ottomila librerie e cartolibrerie, una diminuzione pari a quasi un quarto delle attività in appena sei anni. Anche in Emilia-Romagna la riduzione è significativa: le librerie e le cartolibrerie sono passate da 569 a 528 unità, con un calo del 7,2 per cento; le librerie indipendenti nella regione sono oggi poco meno di 200.

Le chiusure interessano comuni di ogni dimensione e non risparmiano territori dove la libreria rappresentava spesso l’unico presidio culturale rimasto. Maserati critica le polemiche che indicano librerie e cartolibrerie come responsabili dell’aumento dei prezzi, definendo tali accuse infondate e ingiuste.

Il rappresentante del SIL sottolinea che, al contrario, molte librerie si stanno indebitando per sostenere la filiera: i fornitori dei testi scolastici vengono infatti pagati al momento della consegna delle copie agli esercenti, non quando i libri sono venduti ai consumatori finali. Questo meccanismo obbliga le librerie a anticipare risorse, contribuendo alla fragilità economica del settore.

Confesercenti e il SIL chiedono un confronto con le istituzioni e soluzioni condivise per fermare la perdita dei servizi sul territorio. La riduzione dei punti vendita, avverte Maserati, non penalizza soltanto gli imprenditori: a pagarne il prezzo saranno anche i consumatori, privati dell’assistenza, del consiglio e della risposta immediata che solo una libreria di quartiere può offrire.

Con la chiusura progressiva degli esercizi, questo valore rischia di andare perduto definitivamente. L’allarme lanciato dal sindacato mette in luce la necessità di interventi che salvaguardino la rete delle librerie indipendenti e il ruolo che esse svolgono come presidio culturale locale, oltre a richiamare attenzione sulle dinamiche commerciali della filiera editoriale che hanno contribuito all’erosione dei margini delle rivendite.