Confesercenti Alessandria: due giornate straordinarie per raccogliere firme a sostegno della legge popolare per la rigenerazione urbana del commercio
Alessandria — Confesercenti organizza due giornate speciali dedicate alla raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare intitolata “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”. L’iniziativa mira a contrastare la desertificazione commerciale e a riportare al centro delle scelte pubbliche il ruolo del commercio di vicinato come infrastruttura fondamentale per le comunità locali.
L’appuntamento è fissato nei locali dell’associazione in via Cardinal Massaia 2‑a: in pochi minuti, con SPID, carta d’identità elettronica o carta nazionale dei servizi, i cittadini possono firmare e contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di 50mila sottoscrizioni necessarie per la proposta. L’iniziativa ha già raccolto il sostegno di centinaia di amministratori locali — sindaci, assessori e consiglieri comunali e regionali — e ha finora ottenuto quasi quarantamila firme.
Secondo le elaborazioni di Confesercenti, tra l’anno di riferimento iniziale e l’anno di riferimento finale presi in esame si è registrata una forte riduzione dei punti vendita fisici: in sei anni oltre centoundicimila imprese del commercio al dettaglio hanno cessato la propria attività. La perdita di negozi si traduce in una perdita di ricchezza che rimane sul territorio: la maggiore penetrazione delle grandi piattaforme internazionali di e‑commerce, spiega l’associazione, ha “delocalizzato” circa sedici virgola sette miliardi di euro di spesa delle famiglie, sottraendo valore ai circuiti economici locali.
Confesercenti sottolinea che lo spostamento degli acquisti dai negozi sotto casa verso i grandi marketplace non è neutro per le economie locali. Le stime indicate evidenziano che, per ogni cento euro spesi in un negozio fisico, circa settanta euro restano nel circuito economico locale — attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità. Quando la stessa spesa avviene su piattaforme internazionali, invece, circa settanta euro escono dal territorio, con conseguente diminuzione della ricchezza che alimenta produzioni, servizi e lavoro locali.
La perdita economica è distribuita sul territorio con intensità differente: il Centro registra la maggiore quota di consumi usciti dal circuito locale, seguita dal Sud, dal Nord‑Ovest, dal Nord‑Est e dalle Isole. A livello regionale, il Lazio è indicato come la regione maggiormente colpita, con le altre regioni più esposte che includono Lombardia, Campania, Veneto, Toscana, Sicilia e Piemonte, con valori che in alcuni casi superano o si avvicinano al miliardo di euro.
Confesercenti puntualizza però che i sedici virgola sette miliardi complessivi rappresentano solo la componente quantificabile economicamente della desertificazione: restano fuori dal calcolo molti effetti non monetizzabili, come la minore disponibilità di beni e servizi, la perdita di presidio urbano, il peggioramento della sicurezza, la diminuzione della coesione sociale e la riduzione della qualità della vita.
L’associazione definisce il commercio di prossimità una vera e propria infrastruttura territoriale: attorno a ogni attività commerciale si genera occupazione diffusa, redditi, immobili attivi, domanda di servizi professionali e manutenzioni, gettito fiscale locale e una rete di beni e servizi facilmente accessibili. Le attività commerciali contribuiscono inoltre al presidio degli spazi urbani, alla sicurezza e alla vitalità sociale, soprattutto nelle serate e nelle periferie. La progressiva scomparsa di negozi fisici, insieme al cambiamento delle abitudini di acquisto, altera profondamente questo equilibrio.
Confesercenti riconosce che l’e‑commerce può rappresentare un’opportunità, soprattutto quando è integrato con la rete dei negozi locali e consente anche alle piccole imprese di accedere a nuovi mercati. Diverso è l’effetto quando le transazioni migrano sui grandi marketplace internazionali, che sottraggono una quota significativa del valore della vendita dal territorio di residenza dell’acquirente.
La proposta di legge che Confesercenti promuove si fonda su quattro pilastri: una strategia nazionale contro la desertificazione commerciale che valorizzi e diffonda le buone pratiche territoriali; misure fiscali di sostegno ai negozi esistenti e incentivi per nuove aperture di prossimità; condizioni più eque nei confronti dei giganti del web, anche mediante misure fiscali compensative; l’istituzione di un fondo dedicato e di un osservatorio nazionale presso il ministero competente per raccogliere dati e formulare proposte utili ai tavoli decisionali.
L’associazione invita i cittadini a partecipare alla raccolta firme come gesto concreto per difendere il negozio sotto casa, ritenuto ancora oggi cuore degli acquisti e motore di dinamiche economiche e sociali essenziali per la vita dei quartieri. Confesercenti ricorda infine l’importanza della presenza commerciale per mantenere strade presidiate e vivere i centri urbani in sicurezza e con maggiore qualità della vita, anche per le persone che non possono muoversi con mezzi propri.
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